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Un sorriso nel buio

 

 

Quando seppellii mio padre, vidi la morte

 

 

E poi salii sulla mia vecchia auto

 

 

E andai alle corse

E rimasi a guardare i numeri

 

 

Sul totalizzatore

 

 

E la morte era di nuovo lì

 

A fissare tutta quella

gente

 

“hai ucciso Dostoevskij,”

le dissi

 

non rispose,

non si mosse

 

feci una scommessa

e persi, andai al gabinetto.

 

 

La morte mi seguì, si piazzò a

guardare gli uomini

 

All’orinatoio.

 

 

“figlia di puttana” dissi “hai spinto

Van Gogh

 

a distruggersi”

 

 

non rispose.

 

 

Poi mi seguì all’esterno.

 

S’allontanò, per andar

dietro a una ragazza in

 

Rosso.

 

 

Andai a prendere un caffè, me ne versai un po’

 

 

Sulle dita, scottava.

 

Trovai da sedere

e pensai alla corsa

 

Successiva

 

 

Poi la morte tornò

 

 

Sedeva al mio fianco travestita da vecchio

 

 

Signore con una scarna barba bianca.

 

 

“chi ti piace alla prossima?” chiese

 

 

“figlio di puttana” dissi “lasciami

 

stare!”

 

 

“che diavolo hai che non va?”

 

domandò il vecchio

 

 

“te l’ho detto, và fuori dai

 

coglioni!”

 

 

si alzò e scomparve

 

non la vidi più

 

all’ippodromo

 

 

dopo l’ultima corsa

 

presi l’autostrada.

 

3 miglia

più avanti il traffico cominciò a

 

rallentare

 

restai nella

corsia di sinistra e

 

continuai a guidare

 

poi la vidi

 

 

sull’altro lato dell’autostrada

 

un tamponamento brutto

 

 

un auto capovolta

 

 

un’altra schiacciata contro

 

il guard-rail

 

 

c’era un balenio di fiamme sotto

 

il cofano,

un lampeggio di luci rosse

 

 

e nelle mie budella

 

una morsa tremenda e un colpo secco

 

 

guardai oltre

 

più avanti

 

parcheggiai davanti a casa

 

 

uscii dall’auto, m’incamminai

 

aprii la porta

 

 

dentro nessuno

 

 

poi vidi l’orsacchiotto

 

spinto a faccia

in giù contro il cuscino

 

sul letto

 

 

andai svelto al cassetto

 

dove tenevo i soldi

 

 

il mio salario si fattorino

 

 

ne mancava solo metà

 

 

carino, pensai

 

ne hai di classe, troia.

 

 

Poi la porta si aprì ed entrò

 

La morte.

 

 

“t’andrebbe un drink?”

 

le chiesi.

 

 

Non rispose.

 

 

Andai in cucina a vedere

 

Se c’era da bere.

 

 

Scorrevano i secoli.

 

 

E lei aspettava.