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"un pazzo"

mentre 
venivo
piazzato nel carcere di L.A.
(ancora un tantino brillo)
c'era una folla di detenuti in attesa
e nessuno faceva caso a me che fumavo
finchè mi cadde un pò di cenere
allora uno sbirro gridò:
"questo posto lo teniamo fottutamente PULITO!".
io dissi:"oh", e lo sbirro fece:
"uno stronzo che fa il furbo, eh?... ok, adesso
avrai il fatto tuo!"
e mi spinse in una stanzetta
e chiuse la porta dietro
di me.
là dietro una gabbia gialla alta da terra al soffitto
c'era questo pazzo
furioso
che mi vide e ruggì
mi corse violentemente incontro
si schiantò contro la rete metallica gialla
rimbalzò indietro
s'avventò ancora alla rete
agguantandola
scuotendola
volendo attraversarla
provando a prendermi
provando a uccidermi

faceva spavento
ma io ero brillo
trovai un'altra sigaretta
l'accesi tremolando
la passai nella rete
aspettandomi che mi venisse mozzata
la mano
ma lui prese la paglia
se la mise in bocca
inalò
esalò

ne accesi una anch'io
e restammo lì insieme
a fumare.

è così che lo sbirro
ci trovò
quando aprì la porta
alle mie spalle.

"figlio di puttana," disse,
"che bellezza, mi piacerebbe lasciarti
andare per questo."

"mi piacerebbe che potessi filartela anche tu,"
gli risposi.

"andiamocene,"
disse lui.

mentre stavamo uscendo
il pazzo agguantò di nuovo la rete e
urlò
urlò
urlò
scrollò e tempestò di colpi 
la rete
quel reticolato spesso
con la vernice gialla che si spelacchiava
rivelando
la pallida vernice grigia
sotto.